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10
Il Censis e la privacy degli Italiani
Pubblicato da Giorgio Monticelli il 10 October 2013 01:05 PM

Nel nuovo rapporto del Censis tra privacy e nuovi ambienti digitali, il 96 per cento degli Italiani considerano "inviolabile" il diritto alla riservatezza e la tutela costante di dati e informazioni personali. Dal rapporto emerge uno scenario di estrema consapevolezza da parte degli intervistati, con oltre l'88 per cento del campione analizzato che è convinto che i grandi operatori del web (Google, Facebook, Twitter, ecc.) siano in controllo di enormi banche dati.

Il 60,7% del campione selezionato dal Censis ritiene che il possesso di un gran numero di dati personali rappresenti un enorme valore economico per i potenti operatori del web. Oltre il 50% degli intervistati è inoltre convinto che in futuro il potere sarà nelle mani di chi gestirà direttamente la più elevata quantità di informazioni appartenenti agli utenti.

Gli italiani sembrano diventati molto più diffidenti nell'era della condivisione social e dell'adozione massiva di dispositivi mobile. L'83,6% del campione del Censis è fermamente convinto che in Rete sia meglio non lasciare tracce, soprattutto per evitare truffe telematiche (82,4%). Questa stessa diffidenza rischia però di diventare un problema per lo sviluppo dell'e-commerce italiano: più del 75% degli utenti teme per la sicurezza dei conti bancari con l'utilizzo della carta di credito per fare acquisti online.

Stando ai dati forniti dal Censis però, a fronte di una percezione del rischio molto elevata, soltanto una minoranza degli utenti è effettivamente in grado di adottare una qualche forma di gestione attiva della privacy. In effetti solo il 40,8% di chi naviga in Rete usa almeno una delle misure fondamentali per la salvaguardia della propria identità digitale, come ad esempio la limitazione dei cookie, la personalizzazione delle impostazioni di visibilità dei social network o la navigazione anonima su alcuni siti non sicuri. 

Il 36,7% non ricorre invece a nessuna protezione, mentre il 22,5% si limita a forme passive di autotutela, che a volte implicano la rinuncia a ottenere un servizio via web - hanno spiegato i ricercatori del Censis - Il 40% degli italiani è disposto ad autorizzare il trattamento dei propri dati personali soltanto ai soggetti di cui si fida, sulla base della condivisione delle finalità di utilizzo. Quasi il 30 per cento sostiene invece di non essere propenso a farlo a nessuna condizione e soltanto il 17,3 per cento, per contro, si dice pronto ad autorizzarne l'impiego senza particolari difficoltà.

Da questo emerge quindi la necessità di software e soluzioni ad hoc per la tutela dei propri dati, potete richiedere informazioni alla società Wenow Srl.


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